C’era come la sensazione che mentre gli uomini vanno e vengono, nascono e muoiono, i libri invece godono di eternità. Quand’ero piccolo, da grande volevo diventare un libro. Non uno scrittore, un libro: perché le persone le si può uccidere come formiche. Anche uno scrittore, non è difficile ucciderlo. Mentre un libro, quand’anche lo si distrugga con metodo, è probabile che un esemplare comunque si salvi e preservi la sua vita di scaffale, una vita eterna, muta, su un ripiano dimenticato in qualche sperduta biblioteca a Reykjavik, Valladolid, Vancouver.

Oggi comincio a leggere Gino Marchitelli, partendo da Lambrate, quartiere di gioventù. La storia inizia vicino al Giuriati, dove si allenavano gli amici rugbisti, dove si andava a correre. In questi giorni tutto porta al passato.

Non vedevo l’ora che uscisse il Corriere dei ragazzi per leggere le storie di Valentina Mela Verde di Grazia Nidasio. Erano lievi ed edificanti ma raccontavano la realtà di quegli anni. E mostravano che l’innocenza curiosa, la voglia di sognare e il presagio di qualcosa che ci attendeva oltre, meno rassicurante, erano del tutto “normali”. Erano anche gli anni dei Fantastici Quattro, di Tex Willer e dell’inquietante Eternauta, della voglia di superpoteri, del fascino dell’avventura e del coraggio, della bellezza del senso di amicizia. Erano gli anni in cui, per le prime volte, i numeri di Annabella con gli adorati racconti di Brunella Gasperini passavano direttamente nelle mie mani, senza bisogno di preliminare “censura” sui contenuti degli articoli della rivista. Gli anni in cui i romanzi sugli scaffali più alti della libreria di casa erano a mia disposizione, senza bisogno di leggerli di nascosto. Era un tempo in cui ancora si badava a cosa dovesse progressivamente toccare la nostra sensibilità di ragazzi e a quando fosse il momento giusto perché ciò avvenisse.

Era un tempo.

Bibliotecari e biblioteche di montagna. In tre gestiscono cinque sedi, un Biblioigloo e la Biblioteca dell’Orso.

Le biblioteche della Paganella sono dedicate agli alberi, agli animali e alle persone gentili.

Biblioteche dove non vige la regola del silenzio ma dove tutti sanno come non disturbare gli altri, in base al momento. Biblioteche come luoghi d’incontro, dove ti senti a casa.

Ringrazio Graziano il Direttore, Sandro e Sabrina per l’ospitalità, il confronto, l’allegria in occasione della presentazione di Sabbia (Edizioni dEste) nell’ambito di Eurochocolate Dolomiti.

Il 13 dicembre porto Sabbia (Edizioni dEste) a Andalo, nella rassegna Cioccolata con autore, nell’ambito di Eurochocolate Dolomiti. Un libro e una tazza di cioccolato per tutti.

Sono felice di far conoscere fra le montagne in cui ho radici una storia di mare nata in un luogo che amo.

Biblioteche della Paganella

Piazza Paganella 3 Andalo, Trento.

13 dicembre 2018, ore 17,30

Ingresso libero

Il 14 Patrizia Emilitri presenterà il suo La bambina che trovava le cose perdute (Sperling&Kupfer) e il 15 Laura Travaini parlerà del suo Curve di cioccolato (dEste). Il 16 c’è un libro per i più piccoli di Zita Dazzi.

Ringrazio Laura per il “gancio”, Simona Manuali e lo staff di Eurochocolate per l’organizzazione e le Biblioteche della Paganella per l’ospitalità.

Spero di incontrare lassù tutti gli amici trentini 🏖🏔😊

Ho visitato la mostra di Paul Klee al Mudec. Al primo impatto l’ho trovata un po’ troppo “circoscritta”. Ripensandoci, devo dire che la curatela ha valorizzato alcune intuizioni illuminanti dell’artista. In ogni caso l’esperienza per me più edificante è stata quella di vedere tanti bambini tra i visitatori. Mentre ero in coda, una moretta sui cinque anni, dopo essersi procurata un mazzetto di dépliant sulla Modigliani experience, li distribuiva alle persone in fila, compita. Dopo, all’interno dell’esposizione, tre bambine con le cuffie dell’audioguida facevano capannello; la più grandicella a un certo punto fa alle altre, ad altissima voce, perché non poteva sentirsi: “Tutte pronte ad ascoltare il quadro 99?!?”. Più avanti un papà mostrava al figlio la didascalia del quadro “L’occhio”. In una sala dedicata ai più piccoli, un ragazzino non voleva più staccarsi da un’installazione interattiva.

Mi è parsa a quel punto ancor più fulminante la citazione del pensiero di Klee, sulla parete: “Nell’arte si può anche cominciare da capo, e ciò è evidente, più che altrove, nelle raccolte etnografiche oppure a casa propria, nella stanza riservata ai bambini. Se oggi si vuol procedere a una riforma, tutto ciò è da prendere molto sul serio, più sul serio di tutte le pinacoteche del mondo”.

Un mio racconto su Giallo, Cairo Editore. In edicola.

Ringrazio: l’amico Aldo Milani, cui é ispirato il personaggio di Darko Malcasi; lo scrittore Fernando Coratelli, che mi ha suggerito di fare di Darko un giornalista d’inchiesta, anziché un “classico” investigatore; lo scrittore Paolo Roversi, curatore dell’antologia in cui il testo è stato inserito nel 2014, e lo scrittore Stefano Di Marino, che ne è stato editor, un maestro; Lillo Garlisi, editore, che ha pubblicato per Novecento l’antologia e che ora, con Laurana Editrice, si è adoperato per la pubblicazione nella rivista Giallo, Cairo Editore.

“A volte, quando non capisci quello che vedi, devi cambiare punto di vista. In fotografia è così.”

Si salutarono, e nell’addio

C’era già il benvenuto.

(Mario Benedetti)

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Henry Scott Holland

Shout

Pubblicato: 10 aprile 2018 in cose sparse
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La vertigine del suo canto d’Orfeo impaura per la vibrazione della sua straordinaria sensibilità.

L’oblio non fende di notte il chiarore originario del suo orizzonte, mai pago di sete di acqua chiara.

Rainer Maria Rilke