Ho visitato la mostra di Paul Klee al Mudec. Al primo impatto l’ho trovata un po’ troppo “circoscritta”. Ripensandoci, devo dire che la curatela ha valorizzato alcune intuizioni illuminanti dell’artista. In ogni caso l’esperienza per me più edificante è stata quella di vedere tanti bambini tra i visitatori. Mentre ero in coda, una moretta sui cinque anni, dopo essersi procurata un mazzetto di dépliant sulla Modigliani experience, li distribuiva alle persone in fila, compita. Dopo, all’interno dell’esposizione, tre bambine con le cuffie dell’audioguida facevano capannello; la più grandicella a un certo punto fa alle altre, ad altissima voce, perché non poteva sentirsi: “Tutte pronte ad ascoltare il quadro 99?!?”. Più avanti un papà mostrava al figlio la didascalia del quadro “L’occhio”. In una sala dedicata ai più piccoli, un ragazzino non voleva più staccarsi da un’installazione interattiva.

Mi è parsa a quel punto ancor più fulminante la citazione del pensiero di Klee, sulla parete: “Nell’arte si può anche cominciare da capo, e ciò è evidente, più che altrove, nelle raccolte etnografiche oppure a casa propria, nella stanza riservata ai bambini. Se oggi si vuol procedere a una riforma, tutto ciò è da prendere molto sul serio, più sul serio di tutte le pinacoteche del mondo”.

Un mio racconto su Giallo, Cairo Editore. In edicola.

Ringrazio: l’amico Aldo Milani, cui é ispirato il personaggio di Darko Malcasi; lo scrittore Fernando Coratelli, che mi ha suggerito di fare di Darko un giornalista d’inchiesta, anziché un “classico” investigatore; lo scrittore Paolo Roversi, curatore dell’antologia in cui il testo è stato inserito nel 2014, e lo scrittore Stefano Di Marino, che ne è stato editor, un maestro; Lillo Garlisi, editore, che ha pubblicato per Novecento l’antologia e che ora, con Laurana Editrice, si è adoperato per la pubblicazione nella rivista Giallo, Cairo Editore.

“A volte, quando non capisci quello che vedi, devi cambiare punto di vista. In fotografia è così.”

Si salutarono, e nell’addio

C’era già il benvenuto.

(Mario Benedetti)

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Henry Scott Holland

Shout

Pubblicato: 10 aprile 2018 in cose sparse
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La vertigine del suo canto d’Orfeo impaura per la vibrazione della sua straordinaria sensibilità.

L’oblio non fende di notte il chiarore originario del suo orizzonte, mai pago di sete di acqua chiara.

Rainer Maria Rilke

Poteva accadere.

Doveva accadere.

È accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

E’accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l’ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché la pioggia. Perché un’ombra.

Perché splendeva il sole.

Per fortuna là c’era un bosco.

Per fortuna non c’erano alberi.

Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,

un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.

Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.

Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,

a un passo, a un pelo

da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.

Wislawa Szymborska

“Amori..”

Pubblicato: 6 marzo 2018 in cose sparse

Il mio vivere in poesia

6t5Ci sono amori
chimicamente perfetti, geograficamente improbabili, storicamente immortali,
fisicamente stimolanti, matematicamente impossibili.

(Michelangelo Da Pisa)

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“Anche questa passerà..”

Pubblicato: 3 marzo 2018 in cose sparse

Sempre bella la selezione di versi di Il mio vivere in poesia

Il mio vivere in poesia

7u6y“Anche questa passerà…”
Fu la mia nonna a insegnarmi queste preziose parole,
da usare in qualsiasi
momento della vita.
Quando tutto appare irreversibilmente terribile.
Quando tutto appare assolutamente spaventoso,
ma anche…
quando tutto appare
stupendo e magnifico
e meraviglioso,
pronuncia dentro di te
queste parole…
“Anche questa passerà…”
e darai alle cose
il loro giusto valore.

(Calire Rainer)

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Questa notte ti ho sognato.

Parlavamo, con calma.

Eravamo due cerchi,

L’uno accanto all’altra,

E il tuo braccio

Attorno alle mie spalle

Ci univa.

Una lettura struggente e potentemente edificante.